Capitolo 05

Dopo che il beato Quinziano, di cui abbiamo scritto prima, abbandonò questo mondo, lo sostituì nella sua cattedra il santo Gallo, con l'aiuto del Re. A quel tempo mentre la malattia che chiamano inguinale infieriva per diverse regioni e soprattutto spopolava la provincia di Arles, il santo Gallo, non tanto per sé quanto per il suo popolo era preoccupato. E mentre pregava Dio di giorno e di notte che finché era in vita non decidesse di distruggere il suo popolo, durante la notte ebbe una visione nella quale gli apparve l'angelo del Signore, che effondeva dalla veste e dai capelli un biancore come la neve e gli disse: "Fai bene, sacerdote, a supplicare così Dio per il tuo popolo. La tua preghiera infatti è stata esaudita, ed ecco, sarai liberato con il tuo popolo da questa epidemia. Ora non dovrai temere, ma tra otto anni sì". Quindi fu manifesto che sarebbe morto passati quegli anni. Ripresosi e ringraziato Dio per essersi degnato di averlo confortato con quel nunzio celeste, istituì una preghiera secondo la quale a metà della quaresima ci si recasse a piedi cantando fino alla basilica del beato Giuliano. Il percorso misura circa 360 stadi. A quel punto si videro rapidamente le pareti delle case e delle chiese contrassegnate da un segno, che i rustici chiamano Tau. Mentre quindi quelle regioni, di cui abbiamo detto, erano consumate dall'epidemia, la città di Clermont, grazie alla preghiera di san Gallo, ne fu esente. Per questo gli rendo tutta la grazia che merita perché da pastore non aveva lasciato divorare le sue pecore, con la difesa di Dio. Dopo che fu morto, lavato e trasportato in chiesa, il presbitero Catone ricevette subito gli elogi dei chierici per l'episcopato. E ridusse tutti i beni della chiesa in suo potere come se già fosse vescovo, togliendo le ordinazioni, rigettando i ministri e tenendoli tutti per sé.