Capitolo 05

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Quindi morto Gundobado, ottenne il regno suo figlio Sigismondo. Costruì il monastero e la basilica d’Agauno con l’abile aiuto di Dio. Dopo aver perso la prima moglie, figlia di Teodorico Re d’Italia, dalla quale ebbe un figlio di nome Sigerico, ne sposò un’altra, la quale iniziò insistentemente a scandalizzare e comportarsi con malvagità contro suo figlio, come fanno di solito le matrigne. Quindi accadde che, in un giorno di festa solenne, dopo che il giovane ebbe riconosciuto su di lei gli abiti della madre, pieno di rancore le disse: "Non sei degna, di portare sulle spalle questi vestiti, che sai che sono appartenuto alla tua signora, che è mia madre". Al che, accesa la donna dal furore, istigò con parole ingannevoli suo marito, dicendo: "Questo subdolo figlio tuo desidera appropriarsi del tuo regno e dopo averti ucciso, lo estenderà fino all’Italia, che governava suo nonno Teodorico, per prenderne possesso. Sa infatti, che finché sei in vita questo non lo può compiere, e finché tu non muori, lui non potrà prendere il potere". Incitato da queste parole, utilizzando il consiglio della sua malvagia moglie, si convertì a sua volta in un malvagio parricida. Infatti intorpidito dal vino, ordinò a suo figlio di andare a dormire dopo mezzogiorno. Mentre dormiva, postogli un fazzoletto sotto il collo e legatolo sotto il mento, due servi tirarono a vicenda verso di sé e così fu ucciso. Fatto ciò e pentendosi ormai troppo tardi, il padre si lasciò cadere sul cadavere esanime e iniziò a piangere lacrime amare. Si dice quindi che un anziano così gli disse: "È te stesso che devi commiserare, che per consiglio malvagio sei diventato un parricida selvaggio; infatti non è necessario piangere chi è stato trucidato da innocente". Quindi si recò al monastero d’Agauno e restò per molti giorni in lacrime e digiuno chiedendo perdono. Dopo aver istituito un canto perpetuo, tornò a Lione, inseguito da vicino dalla vendetta divina. Re Teodorico prese in moglie sua figlia.

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