Roma

Capitolo 18

In quello stesso periodo il Re dei Longobardi Rachis si lanciò alla conquista della città di Perugia e delle altre fortezze della Pentapoli con violenza. La circondò e la prese con la forza. Sentendo ciò il santissimo papa, riponendo sempre fiducia nella speranza divina, raccolti alcuni nobili chierici del suo seguito, si recò in quella città il più in fretta possibile.

Capitolo 17

In seguito, nello stesso periodo, giunsero a Roma molti mercanti Veneti che sparpagliatisi nel giorno di mercato, furono visti comperare molti schiavi sia uomini che donne, volendoli poi vendere in Africa ai pagani. Saputo ciò, lo stesso santissimo padre lo proibì con forza, giudicando che non fosse giusto che chi avesse ricevuto il battesimo fosse schiavo dei pagani.

Capitolo 14

Fece appendere una vela di seta nella chiesa dei santi principi degli apostoli Pietro e Paolo tra le colonne. In questa chiesa ordinò di sistemare in un armadio tutti i codici che si trovavano in casa sua e che era soliti leggere nell'ufficio del mattino nel corso di un anno. Organizzò in modo nuovo la domus culta di Laurenzio, unendola a quella di Fontiana, che è conosciuta come Paunaria. Stabilì venti libbre d'oro all'anno per comprare l'olio così che del loro profitto ne beneficiassero le luminarie apostoliche, e lo pose sotto minaccia di anatema.

Capitolo 13

Il pontefice costruì un nuovo triclinio davanti alla basilica del Laterano dedicata alla memoria del beato papa Teodoro e la decorò con diversi marmi, vetri, metalli, mosaici e dipinti. Infine decorò con immagini sacre sia l'oratorio del beato Silvestro che il portico. Ordinò che vi fossero introdotti tutti i suoi beni per mano del Primicerio dei Notai Ambrogio.

Capitolo 12

Tornato quindi a Roma con tutto il suo seguito, grazie a Dio, celebrò nuovamente con tutto il popolo il natale dei beati principi degli apostoli Pietro e Paolo e si mise a pregare chiedendo a Dio onnipotente misericordia e consolazione per il popolo Ravennate e Romano dal minaccioso e persecutore Re Liutprando. E pur senza considerare le sue preghiere, la divina provvidenza sottrasse la luce al Re prima che avvenisse ciò che era stato pattuito.

Capitolo 09

Dato che il santissimo uomo conosceva la sua dura perseveranza, ispirato dalla fede, lasciata Roma al patrizio e duca Stefano, perché la governasse, agì non come un mercenario, ma come un vero pastore che lasciate le pecore, si precipita a recuperare quelle che si è smarrite.

Capitolo 02

Trovò tutta la provincia d'Italia profondamente turbata, così come il Ducato Romano, invaso da Liutprando Re dei Longobardi, a causa del fatto che Trasimondo, Duca di Spoleto, si era rifugiato nella città di Roma per sfuggirgli; e siccome non veniva riconsegnato né dal suo predecessore, il beato Papa

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