Ravenna

Capitolo 12

Tornato quindi a Roma con tutto il suo seguito, grazie a Dio, celebrò nuovamente con tutto il popolo il natale dei beati principi degli apostoli Pietro e Paolo e si mise a pregare chiedendo a Dio onnipotente misericordia e consolazione per il popolo Ravennate e Romano dal minaccioso e persecutore Re Liutprando. E pur senza considerare le sue preghiere, la divina provvidenza sottrasse la luce al Re prima che avvenisse ciò che era stato pattuito.

Capitolo 11

Anche il giorno seguente, per celebrare la commemorazione del principe degli apostoli, su invito del Re celebrò la messa solenne in quella stessa chiesa. Qui si salutarono reciprocamente e allo stesso modo ricevettero i cittadini per poi ritornare in città. Per mezzo dei suoi nobili il giorno dopo il Re invitò il sant'uomo a recarsi a palazzo.

Capitolo 09

Dato che il santissimo uomo conosceva la sua dura perseveranza, ispirato dalla fede, lasciata Roma al patrizio e duca Stefano, perché la governasse, agì non come un mercenario, ma come un vero pastore che lasciate le pecore, si precipita a recuperare quelle che si è smarrite.

Capitolo 08

Compiuto ciò alla decima indizione, nell'undicesima, mentre il Re stava esercitando una forte pressione sulla provincia di Ravenna e si stava preparando ad invaderla e ad assediarla, l'eccellentissimo patrizio ed Esarca Eutichio, venuto a sapere delle mosse del Re, insieme a Giovanni arcivescovo di Ravenna e a tutto il popolo d

Capitolo 05

Riunitisi di nuovo il sabato, colto da grazia divina, gli si rivolse con placite parole ispirate da Dio e gli disse di astenersi da atti ostili e spargimenti di sangue e di seguire sempre la via della pace.

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