Capitolo 02

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Trovò tutta la provincia d'Italia profondamente turbata, così come il Ducato Romano, invaso da Liutprando Re dei Longobardi, a causa del fatto che Trasimondo, Duca di Spoleto, si era rifugiato nella città di Roma per sfuggirgli; e siccome non veniva riconsegnato né dal suo predecessore, il beato Papa Gregorio, né dall’allora patrizio e comandante dell'esercito romano Stefano, posto l’assedio, il Re tolse al ducato Romano quattro città: Amelia, Orte, Bomarzo e Blera. Quindi il Re ritornò al suo palazzo, nel mese di agosto, alla settima indizione. Ma il Duca Trasimondo, tenuto un consiglio con i Romani e raccolto tutto l'esercito del loro ducato, entrò da due parti nei territori del ducato degli Spoletini. Al che, presi dal timore davanti alla moltitudine dell'esercito romano, si sottomisero subito a Trasimondo i Marsicani, i Furconcini, i Valvensini e i Pinnensi. Quindi entrati per il territorio della Sabina, raggiunsero Rieti dove anche i suoi abitanti si sottomisero. Avanzando da lì entrò a Spoleto nel mese di dicembre. E c'era grande discordia tra Romani e Longobardi dal momento che i Beneventani e gli Spoletini erano alleati dei primi. Ma a quel punto Trasimondo, Duca di Spoleto, non volle compiere quello che aveva promesso al pontefice, al patrizio e ai Romani per recuperare le quattro città che avevano perso per colpa sua e quelle che si erano consegnate spontaneamente. Intanto, mentre il re si stava preparando per la campagna contro il ducato Romano, il beato papa Gregorio fu sottratto alla vita per divina vocazione e con un segno divino fu eletto al pontificato il santissimo Zaccaria.

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