Cronaca mozarabe del 754

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È una delle due cronache considerate come continuazione della Historia di Isidoro di Siviglia. Viene definita mozarabe perché scritta nella Spagna musulmana del VIII secolo.
Rispetto alla cronaca del 741 è molto più ricca. Ne riprende alcune parti nella fase iniziale, soprattutto per quel che riguarda gli avvenimenti d'oriente. Non è escluso che possano aver entrambe attinto da un materiale comune. Offre però maggiori dettagli per gli avvenimenti della penisola iberica, sia sugli ultimi re visigoti che sulla conquista musulmana.
Il testo è spesso difficile e la traduzione, anche di professionisti, a volte intuitiva.

Versione originale completa online

Nota di traduzione
La traduzione si avvale del sostegno di una versione in spagnolo pubblicata insieme al testo critico in Crónica mozárabe de 754: edición crítica y traducción / por José Eduardo López Pereira, Zaragoza : Anubar, 1980.
Per i nomi di persona e di luogo si è cercato di seguire la dizione italiana più diffusa. Nel primo caso, si sono utilizzate le versioni italiane correnti dei nomi antichi. È questo il caso di Carlo o Gregorio. Per Pipino, benché non sia una versione italiana corrente, la si è comunque mantenuta per tradizione storiografica. Per nomi che non hanno un italiano equivalente diffuso si è cercato comunque di italianizzarli. Questo perché avrebbe comportato un ulteriore lavoro di interpretazione risalire all'originale germanico, spesso nascosto sotto le diverse versioni latine.
Si è cercato di mantenere quanto più possibile gli epiteti dei personaggi, anche a discapito della fluidezza della lettura, in quanto spesso nascondono evoluzioni storiche o sociali.
Nel caso dei nomi di luoghi si è utilizzata la versione italiana qualora presente, in alternativa la versione in lingua locale.
Si sono abolite tutte le formule qui dicitur, qui vocant perché eccessivamente ridondanti.
Nel limite del possibile si è cercato di utilizzare una traduzione univoca a fronte del medesimo lemma latino. Questo salvo fastidiose ripetizioni o la necessità di esprimere un concetto più complesso con una traduzione italiana più adeguada.
Per il tempo si è mantenuta la versione latina, ad esempio quarte idi di luglio e non dodici luglio. Si è pensato che, a discapito dell'immediata comprensione per il lettore moderno, la dicitura antica sia in grado di restituire meglio il senso del tempo degli autori delle cronache. L'organizzazione del materiale del sito segue però la scansione del tempo contemporanea.

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