Capitolo 42

Error message

Deprecated function: The each() function is deprecated. This message will be suppressed on further calls in book_prev() (line 775 of /homepages/23/d391833571/htdocs/hyperstoria/modules/book/book.module).

L’anno successivo, il decimo del suo regno, ordinò che tutti i nobili dei Franchi si recassero al campo di Maggio presso Düren nella provincia Ripuaria per discutere in un placito della salute e del benessere dei Franchi. Mentre ciò avveniva Waifer, spinto da un consiglio malvagio, preparò una trappola contro Pipino Re dei Franchi. Inviò segretamente il suo esercito con Uniberto Conte di Berry e Blandino Conte d’Alvernia, che l’anno precedente era stato inviato a Re Pipino con Bertelanno vescovo di Berry provocando così l’ira del Re, insieme ad altri conti fino a Chalon-sur-Saône. Diede alle fiamme tutta quella regione a partire da Autun e devastò i sobborghi di Chalon-sur-Saône qualunque cosa incontrasse. Diede alla fiamme il villaggio di Mailly, ritornando in patria con molto bottino senza incontrare resistenza. Quando fu riferito a Re Pipino che Waifer aveva devastato una parte del suo regno e aveva tradito i voti che gli aveva giurato, spinto dall’ira, ordinò a tutti i Franchi di riunirsi in armi presso la Loira. Quindi messo in moto l’esercito, con tutti i suoi uomini raggiunse di nuovo Troyes. Quindi raggiunse Nevers passando per Auxerre e attraversata la Loira arrivò alla fortezza di Bourbon-l’Archambaut nella provincia del Berry. Posto l’accampamento intorno fu subito conquistato e incendiato dai Franchi. E tutti gli uomini di Waifer che lì trovò, li portò via con sé. Devastò gran parte dell’Aquitania recandosi con tutto il suo esercito fino alla capitale dell'Alvernia. Conquistò la fortezza di Clermont-ferrand e datolo alle fiamme nel corso delle battaglia, vi morirono arsi una gran moltitudine sia di uomini che di donne e bambini. Il Conte Blandino fu catturatto in quella stessa città e portato in catene alla presenza del Re, così come molti Guasconi furono catturati o uccisi in quella battaglia. Quindi Re Pipino, conquistata la città e devastata la regione, grazie a Dio rientrò in patria per lo stesso tragitto con l’esercito intatto, con grande bottino.

Anno: 
Autore: