Capitolo 26

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Il re Ordoño mosse l’esercito contro di lui, verso la città che aveva fortificato con nuove opere e aveva chiamato Albelda. Il re la raggiunse e la cinse d’assedio. Lo stesso Musa si presentò con molti soldati e pose il campo sul monte Laturce. Quindi il re Ordoño divise l’esercito in due gruppi, uno per assediare la città, l’altro per affrontare Musa. Subito vennero a battaglia e Musa fu messo in fuga con il suo esercito. Fu tale la strage tra di loro che morirono diecimila nobili come pure suo genero Garcia, fatta eccezione per la plebe. Egli stesso, trafitto da tre colpi di spada, riuscì a fuggire a stento. E perse inoltre molte macchine da guerra e tesori che il re dei Franchi Carlo gli aveva fornito e non ebbe nessuna conseguenza dopo la vittoria. Quindi il re Ordoño concentrò tutto l’esercito nell’assedio: nel settimo giorno fece quindi irruzione nella città. Tutta la guarnigione fu passata per le armi e la città fu rasa al suolo finché non ritornò con trionfo alla sua terra. Quindi Lupo, il figlio di Musa, che era a capo di Toledo, udito dal padre che era stato sconfitto, si sottomise al re Ordoño con tutti i suoi e gli restò suddito per tutta la vita. Dopodiché condusse con questi molte battaglie contro i Caldei.
Molte altre città conquistò re Ordoño come, ad esempio, Coria, con il suo re Zeith: oppure come la città di Talamanca, con il suo re Mozror e sua moglie. Uccise tutti i loro soldati e quelli che rimasero furono ventudi con i figli e le mogli in un'asta. Nel frattempo i pirati Normanni giunsero alle nostre coste. Quindi proseguirono verso la Spagna dove saccheggiarono tutte le coste per poi attraversare il mare e occupare la città di Nekur in Mauritania, dove uccisero molti Caldei. Dopodiché assalirono le isole di Maiorca, Formentera e Minorca e le saccheggiarono. Quindi dopo essersi diretti in Grecia, ritornarono alla loro patria nel giro di tre anni.
Re Ordoño, dopo aver governato per sedici anni, fu colpito da gotta e morì a Oviedo. Fu sepolto nella Basilica di Santa Maria con i re precedenti. Governò il regno con armonia e pacifcamente risiede ora in cielo. E qui sulla terra fu molto amato dal popolo, ora si allieta con i santi angeli nel regno dei cieli. Con la grazia di Gesù Cristo, che vive con Dio Padre e lo Spirito Santo in unità divina ed è glorificato sempre, nei secoli dei secoli. Amen