Capitolo 25

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Morto Ramiro, gli successe nel regno suo figlio Ordoño, uomo di grande pazienza e modestia. Ripopolò le città abbandonate, dalle quali Alfonso il vecchio aveva cacciato i Caldei, come Tui, Astorga, León e Amaya. Combatté spesso contro i Caldei e li sconfisse all’inizio del suo regno. Quando i Baschi si ribellarono, gli mosse contro l’esercito e ricondusse la loro terra sotto il suo dominio, poi, mentre rientrava in patria, ricevette un messaggero che gli disse: «Ecco che stanno arrivando gli Arabi in armi dall’altro fronte». Subito il re si diresse contro di loro e senza indugio mise in fuga le loro schiere con vibranti colpi di spada. Ma non tacerò quello che so essere vero. Un certo Musa, un Goto ma di rito maomettano, raccolte tutte le sue genti, che i Caldei chiamano Banu Qasi, si ribellò contro il re di Cordoba e occupò molte città in parte con la forza in parte con l’inganno, per prima Saragozza, quindi Tudela e Huesca e infine Toledo, dove pose come luogotenente suo figlio Lupo. Quindi rivolse le armi contro i Franchi e i Galli, facendone grande strage e bottino. Catturò con l’inganno due importanti duchi franchi, Sancio ed Epulone, e li gettò in carcere. In parte lo stesso Musa, in parte suo figlio Lupo, catturarono combattendo due importanti signori dei Caldei, uno della famiglia degli Omayyadi, di nome Ibenamaz, l’altro un muladi, di nome Alporz con suo figlio Azet. Per queste vittorie si gonfiò tanto di superbia che ordinò di farsi chiamare terzo re di Spagna.