Anno con evento

Era ispanica: 650
Ab Urbe Condita: 1.365
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Ab Urbe Condita: 1.465
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Ab Urbe Condita: 1.567
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Era ispanica: 656
Ab Urbe Condita: 1.371
Era ispanica: 760
Ab Urbe Condita: 1.475

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La prima guerra che intraprese fu quella di Aquitania, già iniziata dal padre ma non ancora porta a termine. E siccome pensava di poterla concludere rapidamente, la iniziò mentre suo fratello era ancora vivo, chiedendo il suo sostegno. Nonostante questi non rispettasse la promessa di aiuto, una volta iniziata la spedizione, non volle rinunciare o ritirarsi fino a quando non l'avesse completamente portata a termine con pazienza e perseveranza.

Decise di provvedere per i suoi figli, sia maschi che femmini, un'educazione nelle arti liberali, alle quali anche lui si dedicava. Dopodiché i maschi, giunta l'età prevista, iniziavano ad andare a cavallo, ad esercitarsi con le armi e la caccia secondo il costume dei Franchi. Mentre stabilì che le figlie si istruissero nell'arte della lavorazione della lana con il rocchetto e il fuso e non si intorpidissero restando inoperosi ma si dedicassero al lavoro e praticassero una profonda onestà. Prima di morire perse due figli e una figlia.

Dopodiché, il territorio dei Sassoni, di cui quasi ci si era dimenticati, si pose nuovamente al centro dell'attenzione. Nessuna guerra fu per il popolo dei Franchi più lunga, sanguinosa e difficile di questa. Perché i Sassoni, come quasi tutti gli altri popoli della Germania, sono di indole feroce e dediti al culto dei demoni. Inoltre sono contrari alla nostra religione e non considerano disonesto profanare o trasgredire le leggi degli dei né quelle degli uomini.

L’ultima guerra che condusse fu contro i Normanni, che sono chiamati Danesi. Al principio pratiavano la pirateria, poi presero a devastare ampi tratti della costa della Gallia e della Germania con grandi flotte. Il loro Re Godefrido era tanto ambizioso da credere di poter appropriasi di tutta la Germania. Credeva che la Frisia e la Sassonia non fossero altro che sue province. Aveva già assoggettato gli Obodriti, suoi vicini, facendone dei tributari.

Carlo sottomise anche i Bretoni, che abitano l'estrema parte occidentale delle Gallia, lungo la costa dell'oceano. Poiché non prestavano ascolto ai suoi ordini, organizzò una spedizione contro di loro, con la quale li costrinse a fornire ostaggi e a promettere di obbedire al suo volere. Dopodiché condusse l'esercito in Italia giungendo a Capua in Campania passando per Roma. Qui, posto l'accampamento, minacciò di guerra i Beneventani se non si fossero arresi.

Quindi Pipino per volere del pontefice romano fu elevato dal grado di prefetto del palazzo a quello di Re e governò per quindici anni o più da solo sui Franchi.

Il Re, benché si fosse tanto speso nell'ampliamento del regno e nella conquista di nazioni straniere e allo stesso modo si fosse sempre pieno di impegni, tuttavia iniziò molte opere per il prestigio e l'abbellimento del regno in diversi luoghi e alcune le portò anche a compimento.

Dopo aver concluso la guerra e sistemato le cose in Aquitania, quando già il suo socio nel regno era defunto, fu indotto a condurre una guerra contro i Longobardi dalle preghiere e dalle richieste di Adriano, Vescovo di Roma. Già suo padre prima di lui aveva svolto un compito simile su richiesta del Papa Stefano, ma con grande difficoltà.

Aveva un figlio di nome Pipino, avuto con una concubina, che non ho citato prima. Era bello di viso, ma deforme per la gobba. Mentre il padre svernava in Baviera durante la guerra contro gli Unni, simulò una malattia e organizzò una congiura contro suo padre insieme ad alcuni nobili Franchi che gli avevano inculcato vane promesse di ottenere il regno. Dopo che la congiura fu scoperta e i congiurati condannati, il Re accolse la sua richiesta di farsi monaco e ritirarsi a vita religiosa nel monastero di Prüm.

Il principe Carlo attraversò il Reno e invase la Sassonia che aveva preso le armi. Ottenuti gli ostaggi riportò i Sassoni sotto il proprio dominio e li fece di nuovo suoi tributari.

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