Anno con evento

Era ispanica: 842
Ab Urbe Condita: 1.557
Era ispanica: 554
Ab Urbe Condita: 1.269
Era ispanica: 642
Ab Urbe Condita: 1.357
Era ispanica: 748
Ab Urbe Condita: 1.463
Era ispanica: 846
Ab Urbe Condita: 1.561
Era ispanica: 560
Ab Urbe Condita: 1.275
Era ispanica: 648
Ab Urbe Condita: 1.363
Era ispanica: 749
Ab Urbe Condita: 1.464
Era ispanica: 848
Ab Urbe Condita: 1.563
Era ispanica: 561
Ab Urbe Condita: 1.276

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Placati così quei moti, gli Slavi, che solitamente chiamiamo Wilzi, ma che nella loro lingua si chiamano Welatabi, scatenarono una guerra. In questa tra le altre nazioni che dovevano seguire le insegne del Re, militavano come ausiliari anche i Sassoni, sebbene con falsa e poca obbedienza. La guerra scoppiò perché gli Obodriti, che un tempo erano alleati dei Franchi, lanciavano continue incursioni e non c'era modo di farli desistere.

Aveva un figlio di nome Pipino, avuto con una concubina, che non ho citato prima. Era bello di viso, ma deforme per la gobba. Mentre il padre svernava in Baviera durante la guerra contro gli Unni, simulò una malattia e organizzò una congiura contro suo padre insieme ad alcuni nobili Franchi che gli avevano inculcato vane promesse di ottenere il regno. Dopo che la congiura fu scoperta e i congiurati condannati, il Re accolse la sua richiesta di farsi monaco e ritirarsi a vita religiosa nel monastero di Prüm.

La stirpe dei Merovingi, dalla quale i Franchi erano soliti scegliersi i re, si ritiene che sia durata fino al Re Childerico, che per volontà del pontefice dei Romani Stefano fu deposto e costretto a radersi il capo e recluso in un monastero. Ma sebbene all'apparenza finisse con questo Re, in realtà già da molto tempo era priva di un potere reale e non aveva altro di cui fregiarsi se non il vuoto titolo di Re.

Biografia di Carlo magno scritta da Eginardo.
Sembra che l'opera sia stata iniziata subito dopo la morte di Carlo magno, nell'814, e già pubblicata entro l'822, se compare in quell'anno nel regesto della biblioteca del monastero di Sindleozes.

Nota del trauttore
La traduzione si rifá alla sesta edizione del Monumenta Germaniae Historica, di Georg Heinrich Pertz rivista Georg Waits e curata da Oswald Holder-Egger nel 1911.

Versione originale completa online.

Dopodiché, il territorio dei Sassoni, di cui quasi ci si era dimenticati, si pose nuovamente al centro dell'attenzione. Nessuna guerra fu per il popolo dei Franchi più lunga, sanguinosa e difficile di questa. Perché i Sassoni, come quasi tutti gli altri popoli della Germania, sono di indole feroce e dediti al culto dei demoni. Inoltre sono contrari alla nostra religione e non considerano disonesto profanare o trasgredire le leggi degli dei né quelle degli uomini.

Queste sono le guerre che il potentissimo Re condusse in quarantasette anni, questa fu infatti la durata del suo regno, in diverse regioni, con grande attenzione e successo. Ampliò così quasi del doppio il Regno dei Franchi, che aveva ricevuto da suo padre Pipino già esteso e forte. Infatti precedentemente non si estendeva oltre quella parte della Gallia comprea tra il Reno, la Loira, l'oceano e il mare delle Baleari.

Carlo sottomise anche i Bretoni, che abitano l'estrema parte occidentale delle Gallia, lungo la costa dell'oceano. Poiché non prestavano ascolto ai suoi ordini, organizzò una spedizione contro di loro, con la quale li costrinse a fornire ostaggi e a promettere di obbedire al suo volere. Dopodiché condusse l'esercito in Italia giungendo a Capua in Campania passando per Roma. Qui, posto l'accampamento, minacciò di guerra i Beneventani se non si fossero arresi.

È certo che si dedicasse alla cura, all'ingrandimento così come al all'abbellimento del regno. Da questo momento inizierò a descrivere le qualità del suo animo e la grande perseveranza sia nella buona che nella cattiva sorte, e gli altri aspetti della vita privata e familiare. Dopo la morte del padre, mentre divideva il regno con il fratello, sopportò con grande pazienza la sua avversione e invidia, con grande sorpresa di tutti al punto che in alcun modo gli gli riusciva di provocarne l'ira.

Al tempo della deposizione di Childerico, questo incarico era ricoperto già quasi per diritto ereditario da Pipino, padre del Re Carlo.

La prima guerra che intraprese fu quella di Aquitania, già iniziata dal padre ma non ancora porta a termine. E siccome pensava di poterla concludere rapidamente, la iniziò mentre suo fratello era ancora vivo, chiedendo il suo sostegno. Nonostante questi non rispettasse la promessa di aiuto, una volta iniziata la spedizione, non volle rinunciare o ritirarsi fino a quando non l'avesse completamente portata a termine con pazienza e perseveranza.

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