Anno con evento

Era ispanica: 833
Ab Urbe Condita: 1.548
Era ispanica: 834
Ab Urbe Condita: 1.549
Era ispanica: 835
Ab Urbe Condita: 1.550
Era ispanica: 836
Ab Urbe Condita: 1.551
Era ispanica: 837
Ab Urbe Condita: 1.552
Era ispanica: 38
Ab Urbe Condita: 753
Era ispanica: 38
Ab Urbe Condita: 753

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Dato che Re Pipino non aveva ottenuto quello che chiedevano i suoi legati e Astolfo si rifiutava di adempierlo, passati all’anno seguente, ordinò a tutti i Franchi di recarsi alle Calende di Marzo a Braine, come è loro costume.

Fatto ciò Re Pipino inviò un’ambasciata all’Imperatore di Costantinopoli Costantino per stringere amicizia e per il bene del suo paese, allo stesso modo l’Imperatore Costantino inviò un’ambasciata con molti doni al Re e si promisero amicizia e fedeltà attraverso i legati.

Fatto ciò, l’anno seguente, che era l’undicesimo del suo regno, dopo aver preso la città di Auvergne e averne devastato tutta la regione attorno, Re Pipino raggiunse Bourges con una grande moltitudine di Franchi, pose il campo tutto intorno e ne devastò i dintorni. Circondò la città con opere munitissime così che nessuno potesse entrare o uscire, con macchine d’assedio, un fossato e ogni genere di armamento.

Re Pipino ordinò di restaurare completamente la frotezza di Argenton, nel Berry. Quindi ne pose i suoi conti a custodia. Concesse questa fortezza con la parte centrale del contado di Berry fino al Cher a Remistagno, perché resistesse a Waifer.

Di nuovo l’anno seguente, messo in marcia tutto l’esercito dei Franchi, passando per Troyes e Auxerre, entrò a Bourges dopo aver attraversato la Loira in sicurezza con sua moglie Bertrada presso la fortezza di

Quell'anno l'eccellente Re Pipino partì di nuovo dalla fortezza di Selles con pochi uomini per inseguire Waifer e arrivò per primo con grande rapidità a Saintes.

Quindi il sovrano, convocato il consiglio dei suoi nobili, divise il regno tra i suoi figli. Così al suo primogenito di nome Carlomanno toccò l’Austrasia, la Svevia, che ora si chiama Alemannia e la Turingia.

Quindi rientrati dalla campagna, nel secondo anno del loro regno, il cognato Odilone Duca di Baviera, sollevò una ribellione contro di loro. Indetta una riunione generale dell’esercito dei Franchi, si mossero verso la Baviera. Giunti al fiume Lech, entrambi gli eserciti si posizionarono sulle due sponde, tenendosi d'occhio reciprocamente per quindici giorni.

Fatto ciò, l’anno seguente, gli Alemanni tradirono l’alleanza con Carlomanno, così che questi irruppe nel loro territorio con violenza e trucidò molti ribelli.

Passato questo tempo, i Bavari, spinti da un consiglio malvagio, si ribellarono di nuovo e tradirono la fiducia del principe. Questi, messo in marcia l’esercito, con molti uomini in armi pentrò nel loro territorio. Questi, presi dal terrore, si diedero alla fuga con le mogli e i liberti oltre il fiume Inn. Il principe pose l’accampamento sulla riva dell’Inn e si stava preparando per una battaglia navale per continuare a inseguirli.

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