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Allora Re Carlo convocò un sinodo a Ingelheim, dove venne Tassilone su ordine del Re insieme ad altri suoi vassalli. E i fedeli Bavaresi iniziarono a dire che anche dopo aver consegnato suo figlio e altri come ostaggi e aver prestato giuramento, Tassilone non era stato onesto, consigliato da suo moglie Liutberga. Il che Tassilone non poté negare, ma confessò di essersi recato presso gli Avari, di averli incoraggiati a passare dalla sua parte beché vassalli del Re e di averli consigliati nella loro vita. Coffessò inoltre che ai suoi uomini, quando giuravano, ordinava che pensassero ad altro e che giurassero con l’inganno. E ancora confessò che se anche avesse avuto dieci figli, li avrebbe voluti perdere tutti prima le cose si fossero sistemate e aggiustate così come aveva giurato. E inoltre disse che sarebbe stato meglio morire che vivere così. Verificato tutto ciò, i Franchi, i Bavari, i Longobardi, i Sassoni e tutti quelli che erano venuti a quel sinodo da ogni provincia, ricordando le sue precedenti malefatte e di come il Re Pipino avesse lasciato nell’eserito e qui, che in lingua tedesca si dice harisliz, lo condannarono a morte.
Ma mentre tutti acclamavano a gran voce che si eseguisse la senzenza capitale, il pio Re Carlo, mosso da misericordia e amor di Dio, poichè era suo parente, trattenuto dallo stesso Dio e dai suoi fedeli, non lo giustiziò. Quindi interrogò Tassilone su come volesse comportarsi. Questi chiese il permesso di potersi tonsare ed entrare in un monastero per chiedere perdono per tutti i suoi peccati e la salvezza della sua anima. Allo stesso modo suo figlio Teodone fu giudicato colpevole e una volta tonsurato fu inviato in un monastero. Solo pochi Bavaresi che si dimostravano ancora avversi al Re furono mandati in esilio.
Lo stesso anno scoppiò una guerra tra i Greci e i Longobardi, in particolare il Duca di Spoleto Ildebrando e Grimoaldo, che Re Carlo aveva posto a capo dei Beneventani. E fu inviato Wineghisio insieme a pochi Franchi per provvedere a tutte le cose che bisognava gestire. Con l’aiuto di Dio la vittoria arrise ai Franchi e ai Longobardi. Allo stesso modo si combratté anche contro gli Avari, in un luogo detto… e i Franchi che decisero di restare in Italia. I Franchi ottennero la vittoria con l’aiuto di Dio e gli Avari furono respinti con disonore dandosi alla fuga senza vittoria. Una terza battaglia avvenne tra i Bavari e gli Avari nel campo di Ips. Qui combatterono i legati del Re Carlo, Grahmanno e Andracco insieme ad altri Franchi. Con l’aiuto di Dio la vittoria arrise ai Franchi e ai Bavari. E tutti questi erano stati consigliati da Tassilone e da sua moglie Liutberga, invisi a Dio. Una quarta battaglia venne combattuta dagli Avari che volevano vendicarsi dei Bavari. Furono inviati gli stessi delegati del Re Carlo e con la protezione di Dio la vittoria arrise i cristiani. Mentre gli Avari si davano alla fuga, una grande strage ne fu fatta durante la battaglia e altri persero la vita annegando nel Danubio.
Dopo tutti questi avvenimenti il Re Carlo si recò a Ratisbona e qui organizzò il territorio dei Bavari, in modo che con l’aiuto di Dio potesse restare al sicuro dagli attacchi degli Avari. Quindi rientrò in patria e celebrò il natale e la pasqua nel palazzo di Aquisgrana. E così si passò all’anno seguente.

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