Capitolo 06

Dopo aver concluso la guerra e sistemato le cose in Aquitania, quando già il suo socio nel regno era defunto, fu indotto a condurre una guerra contro i Longobardi dalle preghiere e dalle richieste di Adriano, vescovo di Roma. Già suo padre prima di lui aveva svolto un compito simile su richiesta del Papa Stefano, ma con grande difficoltà. Infatti alcuni dei nobili Franchi, con cui era solito consultarsi, si erano così fermamente opposti ai suoi progetti da dichiarare apertamente che avrebbero disertato la campagna e fatto ritorno a casa. Ciò nonostante la guerra contro il Re Astolfo era stata comunque intrapresa e velocemente portata a termine. Ora, anche se sembrava che avesse condizioni simili, se non identiche a quelle di suo padre per intraprendere questa guerra, si differenziò dalla precendente nelle sue difficoltà e nel finale. Pipino infatti, dopo aver assediato il Re Astolfo per pochi giorni in Pavia, lo costrinse a consegnare ostaggi, a restituire ai Romani le proprie città e fortezze che aveva occupato e a giurare che non avrebbe tentato di prendersele di nuovo. Carlo al contrario dopo aver iniziato la guerra non si fermò fino a quando non ebbe esaurito le risorse del Re Desiderio a seguito di un lungo assedio e non lo obbligò ad arrendersi senza condizione. Costrinse poi suo figlio Adalgisio, verso cui tutti riponevano le ultime speranze, a fuggire non solo dal regno, ma dall’Italia intera. Restituì quindi ai Romani tutti i beni che gli erano stati sottratti. Sconfisse il duca del Friuli Rotgaudo che stava organizzando una rivolta e conquistò tutta l’Italia mettendola sotto l'autorità di suo figlio Pipino. A questo punto dovrei descrivere quanto fosse difficile entrare in Italia attraverso le Alpi, e con quanta fatica i Franchi superassero gli stretti passi di questi monti privi di sentieri e le rupi svettanti verso il cielo e i picchi irti. Ma il proposito di questa opera è quello di raccontare la sua vita e non le difficoltà che incontrò in guerra. Sarà sufficiente dire che questa guerra terminò con la sottomissione di tutta l’Italia, che il Re Desiderio fu tradotto prigioniero fino alla fine dei suoi giorni, che suo figlio Adalgisio fu espulso dall’Italia e che furono restituiti al capo della chiesa romana Adriano i beni che i Longobardi gli avevano sottratto.

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