Capitolo 01

La stirpe dei Merovingi, dalla quale i Franchi erano soliti scegliersi i re, si ritiene che sia durata fino al Re Childerico, che per volontà del pontefice dei Romani Stefano fu deposto e costretto a radersi il capo e recluso in un monastero. Ma sebbene all’apparenza finisse con questo re, in realtà già da molto tempo era priva di un potere reale e non aveva altro di cui fregiarsi se non il vuoto titolo di re. Infatti i beni e il potere del regno erano già nelle mani dei prefetti del palazzo, che erano chiamati maggiordomi, e ai quali spettava il comando supremo. Al re non restava altro da fare che appagarsi del titolo di re, tenere i capelli e della barba lunghi, sedere sul trono per rappresentare il governo, mentre ascoltava gli ambasciatori che provenivano da ogni dove e li congedava con risposte che erano suggerite o persino ordinate da altri, come fossero di sua volontà. Non aveva nient’altro di suo oltre l’inutile titolo di re e un precario vitalizio che il prefetto del palazzo gli concedeva a discrezione. Non possedeva nient’altro che una piccola tenuta di campagna con un edificio e dei servi appena necessari al suo mantenimento. Per spostarsi saliva su un carro trainato da buoi, come di quelli che si usano nei campi, condotto da un contadino. In questo modo si recava sia al palazzo che all’assemblea generale del suo popolo, che si celebrava ogni anno per discutere del bene del regno, e nello stesso modo ritornava a casa. Il prefetto del palazzo si occupava dell’amministrazione del regno e di tutte quelle cose che dovevano essere organizzate e eseguite sia all’interno che all’esterno dello stato.

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