Capitolo 18

È certo che si dedicasse alla cura, all’ingrandimento così come al all’abbellimento del regno. Da questo momento inizierò a descrivere le qualità del suo animo e la grande perseveranza sia nella buona che nella cattiva sorte, e gli altri aspetti della vita privata e familiare.
Dopo la morte del padre, mentre divideva il regno con il fratello, sopportò con grande pazienza la sua avversione e invidia, con grande sorpresa di tutti al punto che in alcun modo gli gli riusciva di provocarne l’ira. Quindi prese in moglie la figlia del Re dei Longobardi Desiderio su consiglio della madre, ripudiandola per qualche ragione dopo alcuni anni e prendendo in sposa Ildegarda, nobile di origine Sveva. Da questa generò tre figli: Carlo, Pipino e Ludovico, e altrettante figlie: Rotrude, Berta e Gisela. Ebbe anche altre tre figlie: Teoderada, Iltrude e Ruodaide, le prime due da sua moglie Fastrada, che era di stirpe Germanica, dei Franchi orientali, mentre la terza da una concubina, il cui nome non mi sovviene. Morta Fastrada prese in moglie Liutgarda, un’Alemanna, dalla quale non ebbe alcuna prole. Dopo la morte di costei ebbe tre concubine, Gersuinda, di origine Sassone, dalla quale nacque una figlia di nome Adaltrude, Regina, dalla quale ebbe Drogone e Ugo, e Adalinda, dalla quale nacque Teoderico. Sua madre Bertrada invecchiò restando in grande onore presso di lui. La trattava con grande riverenza così che tra di loro non sorse mai alcuna discordia, tranne che durante il divorzio dalla figlia di Re Desiderio, che aveva accettato convinto da lei. Morì dopo la Regina Ildegarda, avendo già visto nascere tre nipoti maschi e altrettante nipoti femmine in casa di suo figlio. La fece seppellire nella basilica fatta costruire da suo padre presso Saint-Denis, con grandi onori. Il Re aveva una sola sorella di nome Gisla, ritiratasi in monastero in giovane età, che trattò con la stessa pietà che aveva riservato alla madre. Morì mochi anni prima di lui nel monastero dove aveva preso i voti.

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