Capitolo 27

Quindi dopo tre anni e qualche mese d'assedio, la città di Pavia si consegnò ad Alboino e ai Longobardi. Alboino vi entrò per la parte orientale attraverso la porta di San Giovanni. Il suo cavallo si accasciò nel mezzo della porta, per quanto spronato o sferzato non si poteva alzare. Quindi uno dei Longobardi si rivolse al Re dicendo: "Ricorda, o Re, il voto che facesti. Rompi il voto ed entrerai in città. Infatti il popolo di questa città è autenticamente cristiano". Infatti Alboino aveva giurato di passare per la spada tutti i cittadini che non si volessero consegnare. Dopo aver rotto questo voto promise la salvezza ai cittadini e subito il suo cavallo si alzò ed entrò in città, senza infierire in alcun modo e mantenendo la propria promessa. Quindi tutto il popolo si riunì al suo cospetto nel palazzo che aveva fatto costruire Re Teodorico, e iniziò ad avere fiducia nel futuro dopo tanta miseria.

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