Capitolo 13

Dato che abbiamo menzionato Felice, ci sia concesso riportare anche qualcosa del venerabile e sapiente Fortunato, che disse di essere stato amico di questo Felice. Infatti questo Fortunato di cui parliamo si dice che nacque a Duplablo, che si trova vicino alla fortezza di Cenedo e alla città di Treviso. Tuttavia crebbe e fu educato a Ravenna, eccellendo nell'arte della grammatica, della retorica e della metrica. Questi soffriva un fortissimo dolore agli occhi così come al suo amico Felice. Entrambi si recarono alla basilica dei beati Paolo e Giovanni, che si trova dentro la città. Qui si trova un altare dedicato al beato Martino confessore al quale è affiancata una finestra nella quale è posta una lampada per dare luce. Subito Fortunato e Felice si toccarono gli occhi con quello stesso olio e svanito il dolore si recuperarono completamente. Per questo motivo Fortunato si votò totalmente al beato Martino al punto che tornato alla sua terra, poco prima che i Longobardi invadesso l'Italia, si recò a Tours presso il suo santo sepolcro. Questi, come descrive nel suo stesso poema, raccontò il viaggio che intraprese lungo il fiume Tagliamento e Ragona e attraverso Osopo e le Alpi Giulie, la fortezza di Innichen, i fiumi Drava e Rienz e le città di Brennero e Augusta, dove scorrono il Wertach e il Lech. Successivamente per un proprio voto si recò a Tours, passando per Poitiers, e qui risiedette e scrisse numerose sante gesta parte in prosa e parte in versi. In quella stessa città fu prima presbitero, poi venne ordinato vescovo e infine, sepolto con tutti gli onori, vi giace. Compose la vita del beato Martino in quattro libri e molti altri componimenti, inni per le principali festività, poemetti dedicati ai suoi amici. Sicuramente non un poeta secondario, compose sermoni dolci e arguti. Recatomi alla sua tomba per pregare, scrissi questo epitaffio su richiesta dell'abate di quel luogo, Apro.

Acuto d'ingegno, di mente rapida, di suave parola,
Una dolce melodia sale dalle sue pagine,
Fortunato, eccelso vate, dal gesto venerabile,
Nato in Ausonia, qui tumulato.
Apprendiamo le gesta dei santi precedenti dalla sua santa bocca:
le quali ci mostra il cammino della luce.
Felice, o Gallia, che sei ornata di tante gemme,
dalle cui luci fuggì l'orrenda notte.
Ho tratto questi pochi e semplici versi,
perché il tuo onore o santo non sparisca tra i popoli.

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