Capitolo 23

Anno VIII dell’Imperatore Maurizio, IV di Re Reccaredo.
Venne convocato un sinodo di tutti i vescovi di Spagna, Gallia e Galizia a Toledo dal principe Reccaredoa cui parteciparono 72 vescovi. Il cristianissimo Re Reccaredo presenziò al sinodo, dove si presentò ai vescovi la prova della sua conversione e la professione di fede di tutti i sacerdoti e di tutto il popolo dei Goti in un libro scritto di sua mano e si chiarì tutto ciò che si riferisce alla professione della fede ortodossa. Il santo sinodo dei vescovi decretò di applicare con atti canonici la prescrizione di quel libro. Durante i lavori del sinodo si distinsero il santo Leandro, vescovo di Siviglia e il beato Eutropio, abate del monastero Servitano. Re Reccaredo partecipò al santo concilio, ricordando anche ai nostri tempi di come in tempi antichi il principe Costantino il Grande abbia partecipato al santo sinodo di Niceo e il santissimo imperatore Marciano abbia firmato i decreti del sinodo di Calcedonia. Poiché se nella città di Nicea ebbe inizio l’eresia Ariana ed ebbe la colpa di non tagliarne le radici, a Calcedonia furono condannati Nestorio e Eutichio insieme al loro patrono Dioscoro e alla loro eresia. Invece nel santo sinodo di Toledo la perfidia di Ario, dopo molte persecuzioni contro i cattolici e stragi di innocenti è stata totalmente amputata grazie alla perseveranza di Re Reccaredo, al punto che non potrà più rifiorire e ovunque la chiesa cattolica vive in pace. Quindi questa nefanda eresia, secondo quanto è scritto: "La tentazione è sgorgata dalla casa del Signore", crebbe dalla chiesa di Alessandria diffusa dal suo santo vescovo Alessandro attraverso il presbitero Ario, che fu condannato con il proprio errore nel sinodo di Nicea da 315 vescovi nel ventesimo anno dell’Imperatore Costantino. Dopodiché non solo imbrattò l’Oriente e l’Occidente ma coinvolse nella sua perfidia anche il sud e il nord. Dal ventesimo anno dell’Imperatore Costantino, che è quando ebbe inizio l’eresia arriana, fino all’ottavo anno dell’Imperatore dei Romani Maurizio, che è il quarto anno di regno di Reccaredo, sono passati 280 anni, durante i quali la chiesa cattolica ha sofferto l’oppressione di questa eresia. Ma grazie a Dio alla fine ha prevalso, perché è fondata sulla pietra.
A quel tempo, nel quale Dio restituì la pace alla sua chiesa dopo aver sconfitto il veleno letale dell’eresia, l’Imperatore dei Persiani accettò Cristo e siglò la pace con l’Imperatore Maurizio.
Quindi mentre Reccaredo regnava in pace secondo la fede ortodossa, fu assalito da un problema interno. Infatti uno del suo seguito, un comandante provinciale di nome Agrimondo, volle usurpare il potere contro di lui al punto da privarlo del regno e della vita. Ma la sua nefanda cospirazione fu scoperta e questi venne arrestato e messo ai ceppi. Condotta un’indagine i suoi compagni confessarono la congiura e furono uccisi per meritata vendetta. Lo stesso Agrimondo, che fu il primo ad essere interrogato, fu poi tonsurato, quindi gli fu amputata la mano destra e fu obbligato a girare in groppa a un asino per la città di Toledo dimostrando così che i servi del padrone non devono essere superbi.

Da Adamo fino al diluvio intercorrono 2242 anni. Dal diluvio fino ad Abramo 942 anni. Da Abramo fino alla nascita di nostro Signore Gesù Cristo 2015 anni. Così che sono in totale 5199.
Quindi dalla nascita di nostro Signore Gesù Cristo fino all’ottavo anno dell’Imperatore dei Romani Maurizio intercorrono 592 anni. Così in generale da Adamo fino all’ottavo anno di Maurizio e quarto di Reccaredo Re dei Goti intercorrono 5791 anni