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Quindi Re Carlo intraprese il viaggio dell’anno precedente fino a Rehme sul fiume Weser, dove confluisce il Waharna. Ma a causa di una inondazione ritornò a Eresburg. Ordinò a sua moglie Fastrada di raggiungerlo insieme ai suoi figli e figlie. Qui rimase tutto l’inverno e celebrò la pasqua. E mentre qui risiedeva inviò molte schiere e riprese lo stesso itinerario. Depredò i Sassoni ribelli, catturò castelli, irruppe nei loro luoghi fortificati e ripulì le vie di comunicazione finchè non giunse il momento opportuno. Quindi tenne un sìnodo pubblico a Paderborn dopodiché si mosse dato che tutte le vie erano ormai sgombre e nessuno si opponeva alla sua volontà per tutta la Sassonia ovunque volesse. Quindi si recò a Bardengau e qui convocando Vitichindo, Abbone e gli altri, li condusse presso di sé e li mise sotto arresto affinché non fuggissero a meno che non si presentassero a lui in Francia. Questi chiesero di avere delle garanzie affinchè restassero illesi e così fu fatto. Quindi Re Carlo tornò in Francia e inviò Vitichindo e Abbone come ostaggi al suo legato Amalvino. Questi, non appena ricevette gli ostaggi, li condusse con se ad Attigny presso il Re Carlo. Qui furono battezzati insieme ai loro alleati. In questo modo tutta la Sassonia fu sottomessa. In quella città il glorioso Re celebrò il natale e la pasqua. E così si passò all’anno seguente.

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