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Quindi il Re Carlo si recò a Thionville per svernare. Qui lo raggiunse Pietro, ambasciatore di Papa Adriano, che per recarsi presso il Re Carlo percorse un tragitto in mare fino a Marsiglia e poi via terra. Lo invitò ad attaccare insieme ai Franchi il Re Desiderio e i Longobardi per rendere un servizio a Dio e giustizia a San Pietro. E ritornò poi di nuovo per mare perché la via di terra era chiusa per i Romani dai Longobardi. Quindi il grande Re Carlo si consultò con i Franchi su cosa fosse meglio fare. E terminato il consiglio decise di realizzare quello che aveva chiesto l’ambasciatore di Papa Adriano. Per cui il glorioso Re ordinò che tutti i Franchi si radunassero a Ginevra. Quindi dopo aver diviso l’esercito, il Re raggiunse il Moncenisio con una parte e inviò suo zio Bernardo con altri soldati per il Gran San Bernardo. Desiderio si fece quindi incontro a Re Carlo, così che i due eserciti si incontrarono alle Chiuse. Quindi Re Carlo pose il campo ai piedi delle Chiuse e inviò un suo contigente su per i monti. Accortosi di ciò Desiderio abbandonò lo Chiuse così che Re Carlo ebbe la via aperta per invadere l’Italia con i Franchi senza spargimento di sangue, grazie all’aiuto di Dio e con l’intercessione del beato Apostolo Pietro. Raggiunse quindi Pavia dove assediò Desiderio che qui si era asserragliato. Celebrò il Natale nel suo accampamento e la Pasqua a Roma. Intanto, quello stesso anno, mentre si era affrettato a partire su invito del pontefice, viene rotta completamente la pace coi Sassoni. Questi infatti invasero il territorio dei Franchi con un grande esercito e arrivarono fino alla fortezza di Buriaburg. Ciò nonostante gli abitanti di quelle regioni di confine, non appena si resero conto dell’invasione, si rinchiusero nel castello. Quindi mentre i Sassoni presero ad appiccare un’incendio all’edificio dall’esterno, gli abitanti si recarono in una basilica della località di Fritzlar, che il recente martire Bonifacio aveva consacrato e aveva predetto che nessun incendio l’avrebbe bruciata. Quindi i Sassoni presero di mira quella basilica, studiando come poterla dare alle fiamme con tutti i mezzi che avevano a disposizione. Mentre ciò avveniva, apparvero sia ai cristiani che erano nel castello che ai pagani che erano in quell’esercito, due giovani vestiti di bianco, che proteggevano la basilica dalle fiamme. Per ciò non poterono appiccare l’incendio né all’esterno né all’interno della basilica né arrecarle alcun danno. Ma colti dal timore di fronte alla volontà divina, furono volti in fuga anche se nessuno li inseguiva. Poi fu inoltre ritrovato vicino a quella basilica tra i morti dei Sassoni, con i ginocchi ricurvi appogiati sopra i piedi, con in mano una fiaccola, con la bocca soffiando verso la basilica come se volesse appiccargli il fuoco. E così si passò all’anno seguente.

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