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Le quattro grandi narrazioni storiche di Franchi, Visigoti, Anglosassoni e Longobardi
Mentre continuano le traduzioni delle cronache iberiche del VIII secolo, Hyperstoria si sta concentrando su altre opere storiografiche di un periodo immediatamente precedente. Verranno infatti pubblicati le quattro grandi narrazioni storiche dei popoli barbari che sotituirono l'Impero Romano in Occidente. In particolare, la Storia dei Franchi di Gregorio di Tours, la Storia dei Visigoti di Isidoro di Siviglia, la Storia Ecclesiastica degli Angli del Venerabile Beda e la Storia dei Longobardi di Paolo Diacono.
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In quei giorni, durante i quali i Longobardi invadevano l'Italia, i figli del Re dei Franchi Clotario divisero il suo regno in quattro. Il primo, Ariperto, aveva sede a Parigi. Il secondo, Guntrammo, risiedeva presso Orlenas. Il terzo, Ilperico, a Soisson, là dove viveva suo padre Clotario. Il quarto, Sigeberto, a Metz.

Quindi dopo che Alboino entrò nel territorio della Venezia, che è la prima provincia d'Italia, attraverso la città o piuttosto la fortezza di Cividale, iniziò a pensare innanzitutto a chi dovesse assegnare quella prima provincia che aveva conquistato. Quindi il resto dell'Italia, che si estende verso sud o piuttosto verso occidente tra i due mari Tirreno e Adriatico, è circondata da nord dalle giogaie delle Alpi in modo che vi si possa entrare solo attraverso cammini angusti e alti passi tra i monti.

Allora dopo che Re Alboino ebbe raggiunto i confini dell'Italia con tutto il suo esercito mischiato con la moltitudine del popolo, salì in cima a un monte che in quel luogo si ergeva, in quanto poteva vedere la parte dell'Italia che da lì si estendeva. Per questo si dice che quel monte fu chiamato da allora monte del Re. Si dice che in quel monte prosperassero dei bisonti selvatici. Il che è naturale, dato che confina con la Pannonia, che di questi animali è piena.

A quel punto Alboino assegnò i propri territori, la Pannonia, ai suoi amici Unni, ordinandogli che se dopo un tempo i Longobardi avessero necessità di ritornare, gli avrebbero dovuto restituito la propria pianura. Al quel punto i Longobardi, lasciata la Pannonia con le mogli e i bambini e tutti i loro beni, si diressero verso l'Italia per occuparla. Avevano vissuto in Pannonia quarantadue anni.

Alboino, mentre iniziava a dirigersi verso l'Italia, chiese aiuto ai suoi vecchi amici Sassoni, affinché potesse invadere la grande l'Italia con più uomini per poterla occupare. I Sassoni gli si unirono di propria volontà con più di ventimila uomini, insieme alle donne e ai bambini per andare in Italia.

A quel punto, come abbiamo detto, sconfitto il popolo dei Goti, così come quelli di cui abbiamo allo stesso modo raccontato, Narsete, accumulata una gran quantità di oro, d'argento e di altri tipi di ricchezze, dovette sostenere la grande invidia dei Romani, per i quali aveva a lungo combattuto contro i loro nemici.

A quel tempo soprattutto nella provincia della Liguria scoppiò all'improvviso una pestilenza. Subito infatti si mostravano alcuni segni sulle case, le pareti, i vasi o sui vestiti e che se si volevano lavare via si facevano ancora più grandi. Trascorso un anno iniziarono a svilupparsi nell'inguine degli uomini o in altre articolazioni delle ghiandole grandi come noci o datteri, seguite subito dopo da una febbre così insopportabile che un uomo giungeva alla morte in tre giorni. Se però qualcuno riusciva a superare i tre giorni, aveva speranza di sopravvivere. Ovunque erano lutto e lacrime.

A quel punto Narsete dovette affrontare Sinduald, Re dei Brenti, che era rimasto della stirpe degli Eruli, che tempo addietro Odoacre aveva condotto con sé in Italia.

A quel tempo Narsete affrontò anche il comandate Bucelleno. Teodeberto Re dei Franchi, dopo aver invaso l'Italia, ritornò in Gallia e lasciò questi con un altro comandante di nome Amingo per sottomettere l'Italia.

A quel punto, dal momento che in ogni luogo risuonavano le frequenti vittorie dei Longobardi, Narsete, Chartularius Imperiale, che all'epoca era a capo dell'Italia e stava preparando la guerra contro Totila Re dei Goti, siccome già aveva stretto un patto di alleanza con i Longobardi, inviò degli ambasciatori presso Alboino, affinché gli fornisse aiu