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Le quattro grandi narrazioni storiche di Franchi, Visigoti, Anglosassoni e Longobardi
Mentre continuano le traduzioni delle cronache iberiche del VIII secolo, Hyperstoria si sta concentrando su altre opere storiografiche di un periodo immediatamente precedente. Verranno infatti pubblicati le quattro grandi narrazioni storiche dei popoli barbari che sotituirono l'Impero Romano in Occidente. In particolare, la Storia dei Franchi di Gregorio di Tours, la Storia dei Visigoti di Isidoro di Siviglia, la Storia Ecclesiastica degli Angli del Venerabile Beda e la Storia dei Longobardi di Paolo Diacono.
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È certo tuttavia che la Liguria e parte della Venezia, l'Emilia e anche la Flaminia, venissero chiamate Gallia Cisalpina dagli storiografi antichi. Ad esempio il grammatico Donato, nella descrizione della Mantova di Virgilio, dice che si trovava in Gallia. Allo stesso modo si legge nella Storia romana che Rimini si trova in Gallia. Poiché in tempi molto antichi Brenno Re dei Galli, che regnava presso la città di Sens, venne in Italia con trecentomila Galli Senoni e la occupò fino a Senigallia, che prende il nome dai Galli Senoni.

La sedicesima provincia è l'isola di Sicilia. È bagnata dal mar Tirreno e dal mare Ionio. Prende il proprio nome dal comandante Siculo. La diciassettesima è la Corsica. La diciottesima è la Sardegna. Entrambe sono bagnate dal mar Tirreno. La Corsica si chiama così per il suo comandante Corso, mentre la Sardegna da Sardo, figlio di Ercole.

La quindicesima provincia è la Puglia, insieme alla Calabria. Al suo interno si trova la regione del Salento. Questa a sud ovest ha il Sannio e la Lucania, verso oriente confina con il mare Adriatico. Qui si trovano le ricche città di Luceria, Seponto, Canusio, Agerentia, Brindisi e Taranto, il corno sinistro dell'Italia, che si estende per cinquanta milia e la città di Otranto, bien adatta per il commercio. La Puglia si chiama così dalla distruzione: qui infatti la vegetazione perisce più rapidamente per la forza del calore del sole.

Quindi la tredicesima è la Valeria, che è affiancata alla Nursia, che si trova tra l'Umbria, la Campania e il Piceno. Confina a oriente con la regione del Sannio. La sua parte occidentale, che inizia dalla città di Roma, un tempo era detta Etruria dal nome del popolo degli Etruschi. Qui ci sono le città di Tivoli, Carsioli, Reate, Furcona, Amiterno, la regione dei Marsi e il loro lago che si chiama Fucino. Ritengo che la regione dei Marsi si debba inserire nella provincia della Valeria, poiché non è assolutamente descritta nella lista delle province italiane dagli antichi.

Quindi la undicesima provinca è la Flaminia, che si trova tra le Alpi Appennine e il mare Adriatico. Qui c'è la nobile città di Ravenna e altre cinque città che formano quella che in greco si chiama Pentapoli. Si sa che l'Aurelia, l'Emilia e la Flaminia prendono il loro nome dalle strade che vengono dalla città di Roma. Dopo la Flaminia la dodicesima è il Piceno, che tiene a mezzogiorno le montagne degli Appennini e dall'altra parte il mare Adriatico. Questa si estende fino al fiume Pescara.

Quindi la nona provincia si trova nelle Alpi Appennine, che iniziano là dove finiscono le alpi Cozie. Queste Alpi Appennine si estendono nel medio dell'Italia e dividono la Tuscia dall'Emilia e l'Umbria dalla Flaminia. Qui ci sono le città di Ferroniano e Montembellio, Bobbio e Urbino e persino la fortezza che si chiama Verona. Le Alpi Appennine furono chiamate così dai Punici, sarebbe a dire da Annibile e dal suo esercito, che le attraversarono mentre si dirigevano verso Roma. Ci sono quelli che dicono che le Alpi Cozie e Appennine siano una sola provincia.

La Campania è la settima provincia che si estende dalla città di Roma fino al fiume Sile in Lucania. Qui si trova la ricche città di Capua, Napoli e Salerno. È detta Campania proprio per la fertilissima pianura di Capua. Il resto è per lo più montuoso. Quindi l'ottava provincia è la Lucania, che prende il nome da una foresta, che inizia dal fiume Silere e arriva fino allo stretto di Sicilia per la costa del mar Tirreno tenendo il corno destro dell'Italia, insieme al Britta, che sia chiama così da una certa regina. Qui ci sono le città di Pestus, Laino, Cassiano, Cosentia e Reggio.

La quinta provincia è quella della Alpi Cozie, che si chiamano così dal Re Cozio, dell'epoca di Nerone. Questa si estende dalla Liguria fino al mare Tirreno, unendosi verso occidente con le Gallie. Qui si trova Aqui, dalle acque termali, Tortona, il monastero di Bobbio, Genova e anche Savona. La sesta provinca è la Tuscia, che è così chiamata dall'incenso, che il suo popolo essendo superstizioso era solito bruciare durante i sacrifici ai loro dei. Verso nord include l'Aurelia, mentre verso est l'Umbria. In questa provincia si trova Roma, che un tempo fu la capitale del mondo.

Non mi sembra sia fuori tema se ci occupiamo brevemente anche delle altre province d'Italia. La seconda provincia è la Liguria, così detta dalla raccolta dei legumi di cui è abbastanza ferace. Qui è Milano e Ticino, detta anche Pavia. Questa si estende fino ai confini delle Gallie. Tra questa e la Svevia, che è la patria degli Alamanni, che si trova a nord, ci sono due province, la Rezia prima e seconda, che si trovano presso le Alpi, nelle quali si sa che vivono i Reti.

Quindi Alboino prese Vicenza, Verona e le altre città della Venezia, a parte Padova, Monselice e Mantova. La Venezia non è fatta solo dalle piccole isole, che adesso chiamiamo Venezia, ma si estendeva dai confini della Pannonia fino al fiume Adda. È dimostrato che nei libri degli annali la città di Bergamo fosse nella Venezia. Infatti a proposito del lago Benaco nelle cronache leggiamo: "Il lago Benaco della Venezia, dal quale fluisce il fiume Mincio".